SPORT IN MONTAGNA

Chi pratica sport in montagna deve tener conto del fatto che ai rischi specifici dello sport scelto si aggiungono quelli legati al particolare ambiente in cui si muove. Quindi è necessario fare particolare attenzione a:

EQUIPAGGIAMENTO

Scarpe specifiche

con suola ben scolpita, per ridurre il rischio di cadute, scivolamenti, traumi.

Vestito a strati

almeno tre strati, compresa una giacca traspirante e impermeabile per adattarsi alla variabilità del tempo atmosferico.

Testa coperta

con un cappello traspirante e ventilato, per ridurre il rischio di colpi di calore o del freddo.

Scorta d’acqua e di cibo

mezzo litro per ogni ora di attività e frutta, carboidrati, cioccolato.

Occhiali scuri

Creme (protezione dai raggi ultravioletti).

ORIENTAMENTO

In ogni momento si deve sapere dove si è, dove si sta andando, come poter ritornare, i percorsi alternativi esistenti; se non si ha una buona carta e non si è ben capaci di usarla, è bene non abbandonare mai le strade e i sentieri segnalati. Non esitare a tornare sui propri passi se si ha la sensazione di aver perso l’orientamento.

RISCHI METEO

Freddo: i danni da freddo (ipotermia e congelamento) sono più probabili nelle seguenti condizioni: ridotto o assente isolamento, sudore che inzuppa gli indumenti, vestiti bagnati dalla pioggia, piccolo volume corporeo (bambini), scarso allenamento, stanchezza.

Vento: il vento accelera fortemente il processo di raffreddamento, rende più faticosi i movimenti, ostacola la respirazione, rende più impegnativa l’escursione, può creare disagio psicologico con diminuzione dell’attenzione.

Nebbia: la nebbia, specialmente se cala su un pendio innevato, disorienta e cancella ogni tipo di segnale. Su terreno non innevato la nebbia rende umide e scivolose le rocce, può ghiacciare sul terreno, provocando anche pericoli indiretti.

Temporali: sono provocati da particolari nuvole (cumulonembi) che crescono rapidamente in verticale e che è necessario conoscere e saper riconoscere; il più grave rischio connesso è il fulmine, per cui si deve evitare la sosta sotto agli alberi isolati o di restare in piedi in spazi aperti (soprattutto sulle creste).

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