LA FAGGETA

Il faggio è diffuso nelle aree montuose d’Europa, dalla Norvegia alla Sicilia, dalla Spagna ai Balcani. E’ uno dei nostri più importanti alberi forestali sulle Alpi, ma soprattutto sugli Appennini. Nell’arco alpino vegeta tra gli 800 e i 1500 m.s.l.m., caratterizzando la fascia fitoclimatica del Fagetum. Sul Monte Baldo il Faggio forma boschi puri sul versante occidentale, tra i 900 e i 1400 m. Si tratta di faggete ad alto fusto con un ruolo importante sia dal punto di vista ecologico che paesaggistico; alcuni esemplari raggiungono dimensioni monumentali. Più rari sono i boschi governati a ceduo, un tempo diffusi per la produzione di ottima legna da ardere.

Il legno del faggio è abbastanza pregiato, chiaro, a grana fine, di facile lavorabilità e con buon potere calorifico. Si piega e può essere tornito con facilità.

E’ impiegato per la fabbricazione di mobili, per compensati e per cellulosa. Dalle faggiole essiccate si possono ricavare un olio (che secondo alcuni sarebbe inferiore come qualità solo all’olio di oliva) e un succedaneo del caffè. Un tempo si usavano decotti di foglie per il mal di gola e impacchi anti-infiammatori. La corteccia dei giovani rami veniva invece utilizzata come febbrifugo.

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